Grosseto – La sezione ANPI “Elvio Palazzoli” di Grosseto si associa all’appello dell’ANPI nazionale

La sezione ANPI “Elvio Palazzoli” di Grosseto si associa all’appello dell’ANPI nazionale, della CGIL, dell’ARCI e di Lega Ambiente sulla grave situazione creatasi al confine tra Turchia e Siria con l’attacco delle forze armate turche contro le posizioni dell’esercito curdo. L’appello si rivolge alle istituzioni europee ed italiane affinché assumano tempestivamente con tutta l’energia necessaria una posizione adeguata a raggiungere prima una tregua e poi a negoziare condizioni stabili di pace.
Le donne e gli uomini dell’ANPI vivono con angoscia queste ore nelle quali si sta aggravando la situazione al confine tra Turchia e Siria, una regione già funestata da una lunga guerra cruenta, che ha prodotto innumerevoli vittime, soprattutto civili. Un luogo decisivo per evitare lo scatenamento di un conflitto di portata internazionale, dai danni incalcolabili per la pace mondiale.
A seguito delle improvvide dichiarazioni del Presidente degli Stati Uniti Trump – che annunciavano il ritiro delle truppe americane dai quei territori, anche se poi ambiguamente smentite – il Presidente della Turchia Erdoğan ha dato avvio ai bombardamenti e all’avanzata dell’esercito con truppe corazzate nelle zone storicamente abitate dalle popolazioni curde, con le quali lo Stato Turco ha ormai da diversi decenni un rapporto più che conflittuale.
L’esercito formato interamente da donne e uomini di etnia curda è stato negli ultimi anni alleato delle forze occidentali e protagonista nella sconfitta dell’Isis, per cui ha pagato un ingente prezzo di sangue. I valori di libertà e democrazia, per cui si è battuto il popolo curdo, sono gli stessi nostri valori. Nelle ultime ore si aggiunge la notizia che cellule terroriste islamiste si sono affiancate all’esercito turco. Per più ragioni il terrorismo islamista sta rialzando la testa con i rischi conseguenti per l’Europa.
La convivenza tra la popolazione turca e curda in queste regioni è stata storicamente possibile e potrà esserlo ancora solo se lo Stato Turco accetta di sedersi a un tavolo di trattative con i rappresentanti curdi, con pari dignità, per trovare un accordo sul riconoscimento e sull’ indipendenza dei loro territori.
La comunità internazionale, l’Europa, l’Italia, hanno ancora fresco un debito di riconoscenza nei confronti delle donne e degli uomini curdi che si sono battuti fino alla morte per fermare il comune nemico, il califfato nero dell’Isis, e salvaguardare la sicurezza e serenità dell’Europa e del nostro Paese, di noi tutti.
Chiediamo che si avvii immediatamente una forte e decisa azione diplomatica perché:
• cessino immediatamente le ostilità e si fermino le manovre di invasione del territorio curdo;
• si dia mandato senza esitazioni a una delegazione internazionale che garantisca in loco la fine delle ostilità, il rispetto dei confini, il diritto internazionale;
• si provveda all’invio di soccorsi per eventuali feriti;
• si apra una sessione di discussione dedicata, tanto nel Parlamento europeo quanto in quello italiano;
• si chieda che il caso sia messo con urgenza all’ordine del giorno del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite.

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