Toscana – “Pegaso d’oro a Liliana Segre” la proposta in una mozione di Gianni Anselmi

“L’astensione dei senatori del centro destra, poi le minacce e la scorta. Quella appena conclusa è stata una settimana difficile per Liliana Segre e per la nostra democrazia di cui lei è testimone preziosa. Bene hanno fatto i sindaci e le forze politiche e sociali che in tutta Italia hanno proposto a gran voce di conferirle la cittadinanza onoraria, una proposta che apprezzo, condivido e rilancio proponendo al Presidente Rossi di assegnarle il Pegaso d’oro della Regione Toscana”. Così Gianni Anselmi, consigliere regionale, annunciando la presentazione della mozione per promuovere il conferimento del più alto riconoscimento regionale alla senatrice Liliana Segre.
Il pegaso d’oro è l’onorificenza della Regione Toscana destinata a coloro che hanno reso un servizio alla comunità nazionale ed internazione attraverso la loro opera in campo culturale, politico, filantropico e del rispetto dei diritti umani.
“Pochi giorni fa – prosegue Anselmi – ho sottoscritto l’atto promosso da alcuni colleghi con il quale si propone il coinvolgimento, durante la celebrazione toscana del Giorno della Memoria, della senatrice Segre. Assegnarle il Pegaso d’oro sarebbe una scelta simbolica ma di grandissimo valore per ribadire, innanzitutto, la volontà ferma della nostra Regione di conservare la memoria, di promuovere il rispetto per il prossimo e la condanna di ogni forma di negazionismo e violenza. Vale la pena ribadire questo impegno anche di fronte a chi, ancora oggi, cerca di minimizzare comportamenti e atteggiamenti pericolosi e anticostituzionali marcandoli come azioni goliardiche e tacciando le censure ad esse rivolte come iniziative di parte. È bene ribadirlo ancora una volta, nella Toscana che non dimentica che a San Rossore furono promulgate le leggi razziali; che è stata teatro di eccidi e martirio, come a Sant’Anna e alla Noccioleta; che ha trovato il suo riscatto nella guerra partigiana e che è terra di civiltà, diritti, libertà e democrazia: l’antifascismo e l’antirazzismo sono di parte. Stanno dalla parte della Costituzione, della Repubblica, della storia d’Italia e d’Europa”.

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