Piombino – Codice rosa, il Comune scrive all’Asl

Bezzini e Atzeni: “Mancano gli strumenti essenziali per la corretta attuazione del protocollo”.
Nei giorni scorsi, l’amministrazione comunale ha inviato una comunicazione alla dottoressa Maria Letizia Casani, direttrice generale di Asl, per richiedere un intervento finalizzato al potenziamento degli strumenti a servizio del percorso del Codice rosa.
“La tutela della donna – dichiarano Carla Bezzini, assessore alle Pari opportunità, e Mario Atzeni, consigliere comunale e presidente della terza commissione – non si può fermare alla celebrazione del 25 novembre, giornata contro la violenza di genere: ben vengano i percorsi di sensibilizzazione sul tema, dobbiamo anche fornire, però, i necessari strumenti ideati per tutelare le donne. L’ospedale di Piombino è carente per quanto riguarda il percorso protetto per le vittime di violenza, non solo donne ma anche anziani, bambini e persone con disabilità. L’accoglienza al Pronto soccorso è un momento estremamente delicato, per questo esiste un protocollo della Regione Toscana che ne regola il buon funzionamento ma a Villamarina non sono rispettate alcune importanti prescrizioni. Ciò è sicuramente una conseguenza del progressivo smantellamento dei servizi dell’ospedale, in particolare del reparto di Ostetricia e ginecologia”.
“Al Pronto soccorso di Piombino – continuano – manca una stanza adeguata per il Codice rosa, necessaria per garantire privacy e un ambiente protetto, come manca personale ostetrico, reperibile solo per il trasferimento delle partorienti a Cecina. Mancano ginecologi in turno e assistenti sociali. Potrebbe essere necessario un ricovero in Ginecologia ma il reparto è chiuso e ciò implica un trasferimento in un’altra struttura: in questo caso, sarebbe impossibile per la task force che accoglie la paziente continuare a seguirla per tutto il percorso, come impone il protocollo. Altrettanto, non esiste la possibilità di assistenza psicologica. Abbiamo chiesto all’azienda di intervenire urgentemente per far sì che il nostro Pronto soccorso sia dotato degli strumenti per affrontare anche i casi di violenza. Il Codice rosa è nato in Toscana ed è stato adottato in tutta Italia: è un’eccellenza della nostra regione ed è inaccettabile che le piombinesi non siano tutelate come tutte le altre donne”.

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