Suvereto – SINDACO E VICESINDACO SCRIVONO AL PRESIDENTE ROSSI E ALL’ASSESSORE REGIONALE AMBIENTE.

Vi scriviamo in qualità di sindaco e vicesindaco con delega all’ambiente del Comune di Suvereto , uno dei sei comuni della provincia di Livorno che nel 2014 è passato dall’ambito Ato costa all’ambito Ato sud per volontà dei sindaci e dei consigli comunali di allora che fecero esplicita richiesta alla regione Toscana nel 2011 ottenendo parere positivo. All’epoca dai banchi dell’opposizione la decisione non fu da noi sostenuta, e la ritenemmo un salto nel buio senza sufficienti elementi conoscitivi sugli scenari futuri.
Purtroppo da amministratori abbiamo dovuto constatare quanto i nostri dubbi fossero fondati: il nostro mini ambito (Aor Val di Cornia) è subentrato nel contratto per il servizio raccolta e smaltimento rifiuti urbani successivamente alla maxi gara Atosud con un accordo separato e con un’impennata dei costi e conseguentemente della Tari (che come piccolo comune con utenze in larga parte domestiche subiamo più di altri).
A fine 2016 l’indagine della Procura di Firenze sulla presunta corruzione nel rapporto tra la dirigenza di Ato sud e quella di SeiToscana che ha portato alle dimissioni del direttore di Atosud e all’amministrazione straordinaria di SeiToscana disposta dal prefetto di Siena su richiesta dell’Anac, ha acceso i riflettori su una storia che ancora non è stata chiarita (tra l’altro la regione toscana annuncio’ subito l’istituzione di una commissione di inchiesta sulla vicenda che non ha mai prodotto risultati, o almeno non ce ne è giunta notizia) .
Poche settimane fa è inoltre diventata pubblica la relazione territoriale sulla regione Toscana (relatori Sen. Laura Puppato e on. Stefano Vignaroli) della Commissione parlamentare di inchiesta sulle attività illecite connesse al ciclo dei rifiuti e su illeciti ambientali ad esse correlati, approvata nella seduta del 28/02/2018 e comunicata alle presidenze il 1/03/2018, dove nella parte II Ato Toscana Sud , quadro generale, viene descritto un quadro preoccupante della situazione in Ato sud: molti aspetti rimangono oscuri e si ammette il ruolo inesistente di controllo dell’autorità di ambito verso il gestore SeiToscana, il quale da 3 anni impugna regolarmente alcune delibere di Atosud e specialmente quelle di approvazione del corrispettivo di ambito che genera i piani finanziari della Tari dei vari comuni.
“Nei giorni scorsi proprio per evitare il proseguimento di un contenzioso –commenta Jessica Pasquini assessore all’ambiente – l’Ato sud ha proposto ai comuni un accordo transattivo con il gestore, che ha suscitato reazioni forti tanto da non essere licenziato in sede di direttivo Ato e a provocare l’annullamento della convocazione dell’assemblea dei sindaci prevista per l’11 Giugno (effettivamente l’accordo era palesemente proteso verso gli interessi del gestore unico e non dei comuni). Oltre alle problematiche di rapporti e della poca chiarezza di molti aspetti che riguardano il gestore unico, come sottozona Aor Val di Cornia abbiamo anche ulteriori e grossi problemi per il fatto che il gestore unico ha affittato un ramo di azienda della nostra partecipata ASIU ora in liquidazione che si occupava precedentemente dei nostri rifiuti e non si è ancora giunti alla definitiva cessione di detto ramo, situazione complicata dal fatto che dalla sopradetta Asiu è stata generata una controllata (Rimateria Spa) che si occupa di rifiuti speciali e che ha in atto problemi di crediti/debiti con Sei Toscana che si intrecciano a quelli con Asiu e che destano in noi amministratori forte preoccupazione per le possibili ricadute di queste pendenze sulla Tari dei nostri cittadini.”
“Tutto il quadro è allarmante – conclude il sindaco Giuliano Parodi – inoltre è di pochi giorni fa la notizia delle dimissioni del presidente di SeiToscana Roberto Paolini alla vigilia dell’approvazione del bilancio (chiuso in rosso), notizia che non fa sperare in niente di buono. Da amministratori sono stanchi di dover subire questa situazione, e di non avere una voce ascoltata in Ato. Questo sistema ha allontanato il controllo dei servizi dai comuni e dai cittadini in un crescendo di costi e di problemi. Chiedo per questo un intervento immediato e forte della regione Toscana che metta un freno a questa situazione, anche commissariando l’atosud se necessario, e apra un percorso di ascolto e condivisione con i territori e con i rappresentanti degli enti e delle forze politiche rispetto agli indirizzi in tema rifiuti, che miri alla riorganizzazione dell’ intero sistema delle gestione dei rifiuti riavvicinando il servizio ai territori, restituendo il potere di controllo ai comuni compresi i piccoli comuni, e ponendo fine a un sistema di affari che aumenta costi senza benefici e impedisce il perseguimento di reali politiche di differenziazione e riciclo dei rifiuti che il mio comune ha provato a fare abbandonato però a sé stesso. “

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