RIMATERIA, NECESSARIO FAR RIPARTIRE IL DIALOGO

Spirito Libero vuol aprire un dialogo col Comitato Promotore del referendum con dei punti fermi per
offrire una proposta seria. Il primo: una discarica esiste e non si può tornare indietro. Il secondo:
nell'area esistono due discariche abusive, la 36 ettari (proprietario Lucchini) e la LI53, che Rimateria ha
acquisito per bonificarla. Il terzo è che Rimateria – senza le bonifiche della 36 ettari con oltre 1.800.000
mc da trattare e senza i rifiuti della futura produzione siderurgica – per non fallire dovrebbe prendere
rifiuti da fuori. Il tema principale dei referendum è l’arrivo di rifiuti da fuori che genera grandi
preoccupazioni. Pertanto Comune e Comitato devono impegnarsi insieme, in massimo due mesi,
perché il governo destini i 50 milioni per rimuovere i cumuli della discarica di 36 ettari smaltendoli in
Rimateria. Pertanto attiviamoci con gli indiani perché portino i residui delle produzioni in Rimateria.
Se in due mesi avremo ottenuto questo, allora Rimateria potrà portare a termine la missione per cui è
nata, senza importare rifiuti da fuori per cui il Comitato ritiri il referendum.
Se non riusciremo, il Consiglio Comunale dovrà indire il referendum risparmiando al Comitato la
raccolta di firme. I tempi possono coincidere con la procedura che prevede la nomina della
commissione tecnica per verificare l’ammissibilità del referendum, la verifica e provvedere ad indirlo.
Serve un atto di coraggio e di buon senso da parte di tutti per il bene di Piombino.

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