Piombino – Turismo, crescono arrivi e presenze. In aumento i turisti italiani

Secondo i dati dell’Osservatorio provinciale per il turismo, Piombino cresce in termini di presenze nel 2017, totalizzando 812.239 presenze (persone per giorni di pernottamento) e 158.785 arrivi.
Un aumento del 7,15% rispetto al 2016 per quanto riguarda le presenze e del 7,83% per gli arrivi che conferma la tendenza positiva del movimento turistico nel Comune, superiore rispetto alla media della Val di Cornia ( + 4,76% di presenze e + 5.96% di arrivi) e in linea comunque con la crescita dell’intero nuovo ambito Costa degli Etruschi (composto da Bibbona, Campiglia Marittima,Castagneto Carducci, Cecina, Piombino, Rosignano Marittimo, San Vincenzo, Sassetta, Suvereto, Casale Marittimo, Casale Marittimo, Guardistallo, Montescudaio, Riparbella, Castellina Marittima, Santa Luce).
Per Piombino la crescita è dovuta in massima parte all’aumento dei turisti italiani (+9,32%), mentre è limitata per gli stranieri (+ 0,33%); è maggiore nelle strutture extra alberghiere (agriturismi, villaggi turistici, affittacamere, residence) con +9,18% e limitata per le strutture alberghiere con +0,49% dove al calo dei clienti stranieri (-10,67%) si contrappone la crescita degli italiani (con + 10,80%).
Nelle strutture extra alberghiere invece la crescita è per entrambe le categorie, italiani e stranieri.
Facendo un raffronto di più lungo periodo con il 2013, possiamo notare inoltre che gli arrivi sono passati da 121.958 a 158.785 nel 2017, con una crescita del 23%. Il trend delle presenze invece passa da 797.332 del 2013 a 812.349 del 2017, con un aumento di quasi il 2%.
Questo significa che dal 2013 al 2017 sono arrivate molte più persone a Piombino (+23%), che hanno ridotto però in maniera consistente i giorni di permanenza (l’aumento delle presenze è infatti del 2%).
“I dati estremamente positivi di Piombino dimostrano una capacità del sistema turistico, pubblico e privato messo in campo di dare risposte soddisfacenti – afferma il vicesindaco e assessore allo sviluppo economico Stefano Ferrini – Ottimi anche i dati sugli arrivi, che segnano un trend estremamente positivo dal 2013 ad oggi. Ciò denota una volontà dei turisti di conoscere il nostro territorio, ma anche, purtroppo, una tendenza a rimanere per periodi più brevi. Questo deve farci riflettere perché il rischio è quello che, superata la curiosità per il nostro territorio, gli arrivi e le presenze possano subire delle flessioni. Ecco perché dobbiamo mettere in campo politiche di promozione turistica che da un lato consentano ai turisti di trovare nelle nostre strutture ricettive tutti quei servizi necessari per godere appieno della loro vacanza nel nostro territorio, collegare le stesse strutture con chi offre servizi al turismo in modo coordinato ed in quantità e qualità sempre maggiori sia per che riguarda gli operatori privati che quelli pubblici (e qui penso soprattutto all’offerta della Parchi, oltre che a quella dei Comuni). Dall’altro occorre assolutamente aumentare la capacità ricettiva adeguando gli strumenti urbanistici.
Deve poi far riflettere il calo degli stranieri nelle strutture alberghiere ed il loro aumento in quelle extra alberghiere – continua Ferrini – anche al fine di orientare meglio le scelte urbanistiche dell’amministrazione comunale e per spingere i privati della tipologia alberghiera ad aumentare e migliorare i servizi per riconquistare quote di mercato.”
Alcune considerazioni inoltre sulla destagionalizzazione e sul peso che può avere in questo senso il turismo sportivo.
“I mesi di maggior crescita percentuale, con anche valori assoluti di rilievo, sono stati aprile e giugno – commenta Ferrini – segno che il nostro può essere davvero un turismo che attraversa tutto l’anno e per questo dobbiamo approntare politiche conseguenti. E’ del tutto evidente che da un lato il turismo sportivo, inteso come servizi sportivi offerti ai nostri turisti, e lo sport turismo, inteso invece come servizi turistici offerti a chi viene nel nostro territorio per praticare sport, possono in questo senso offrire grandi capacità di crescita sia per gli arrivi che per le presenze, nell’alta stagione e sopratutto, in quella “bassa”. Come è evidente che il grande patrimonio archeologico e culturale di cui Piombino e tutta la Val di Cornia sono dotati, devono essere ulteriormente valorizzati nella quantità dell’offerta, con maggiori aperture di musei, parchi e quant’altro, ma anche nelle stesse modalità e tipologie di offerta stessa, cogliendo nuovi target ed usando nuovi strumenti.
A questo proposito – conclude Ferrini – con la Parchi Val di Cornia il lavoro è ben avviato, occorre proseguire in questa direzione e tutti i Comuni devono fare la loro parte, certi che se vogliamo fare del turismo una vera e propria industria che crei lavoro e reddito occorre investire e molto sulle nostre eccellenze. Infine la rete di imprese Toscana Costa Etrusca appena ampliata può svolgere un ruolo strategico nella promozione e commercializzazione del territorio soprattutto per favorire quel “turismo lungo un anno” che può e deve diventare il nostro mantra quotidiano.”

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