Piombino – Rimateria: così non va, è l’ora delle scelte

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Un mese fa, attraverso la stampa, ci dichiaravamo convinti che alla paura generata dal futuro della discarica occorresse offrire
una risposta concreta, sia aprendo al dialogo col Comitato Promotore del referendum, sia e soprattutto attivandosi sul fronte
governativo e sulle varie proprietà coinvolte per bonificare tutte le aree industriali e per smaltire poi correttamente i residui del
ciclo produttivo siderurgico. Per questa “missione” ci davamo un tempo massimo di due mesi. Ma oggi, a distanza di un mese,
con altrettanta determinazione dobbiamo esprimerci su quanto è avvenuto nel frattempo, cominciando dal ribadire con
estrema coerenza la posizione di fondo di Spirito Libero, ossia che Noi i rifiuti da fuori non li vogliamo!!
Siamo stati gli unici a considerare il semplice dato di fatto che Rimateria – senza le bonifiche della 36 ettari e senza la ripresa
della produzione siderurgica – avrebbe giocoforza bisogno di importare rifiuti speciali per evitare il fallimento, ma lo abbiamo
fatto unicamente per scongiurare con ogni possibile mezzo questa inquietante eventualità, ossia sottolineando chiaramente
tutte le nostre preoccupazioni e paure per le opacità che spesso in Italia accompagnano i conferimenti dei rifiuti. Pur ribadendo
il nostro sostegno al progetto Rimateria – inteso cioè il metterla in condizione di portare a termine la missione per cui è
appunto nata, ovvero senza alcuna necessità di importare rifiuti da fuori bensì tramite le bonifiche dell’esistente ed il futuro
conferimento degli scarti produttivi JSW Goup – denunciamo però una governance di Rimateria che assolutamente non
va : quelle nostre preoccupazioni e paure per le opacità, infatti, non possono di certo venir attenuate dalla notizia della vendita
del 30% di azioni a un privato già oggetto di attenzioni da parte della Distrettuale Antimafia di Roma e che è accompagnato
da consistenti voci di possibili coinvolgimenti in altre situazioni poco chiare.
Nel documento di settembre auspicavamo inoltre che Comune, Comitato e cittadini contrari all’importazione dei rifiuti
marciassero insieme affinché il nuovo governo, preso atto che quelli precedenti non vi erano palesemente riusciti, destinasse
da subito i famosi 50 milioni dell’Accordo di Programma per rimuovere i cumuli già presenti e farli smaltire in Rimateria.
Anziché preoccuparsi dei destini e delle prerogative della nostra lista e del Vicesindaco che esprimiamo, sarebbe bene per il
nostro territorio che il Movimento 5 stelle abbandonasse la facile propaganda e relativa speculazione politica e si attivasse
piuttosto assieme alla Lega, loro alleata di Governo, per dare finalmente a Rimateria quei benedetti soldi per fare le bonifiche
ed eliminare così la necessità di far venire rifiuti da fuori: al Ministero che deve destinare quelle risorse per le bonifiche, infatti,
oramai non c’è più qualcuno contro cui inveire e lanciare strali, ci sono loro !!
Da parte nostra, come avevamo promesso in settembre, abbiamo nel frattempo incontrato il Comitato e ci stiamo spendendo
affinché la nuova proprietà JSW si impegni formalmente a conferire i residui delle produzioni siderurgiche. Ma alla luce di tutti
questi avvenimenti intervenuti nel frattempo, soprattutto della suddetta vendita del 30% e degli sviluppi nella governance di
Rimateria, rispetto ad allora siamo ancor più convinti dell’opportunità che venga data voce ai cittadini, che il Consiglio li chiami
cioè ad esprimersi indipendentemente da quanto dovrà stabilire, in totale autonomia, la commissione tecnica sul referendum.

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