Piombino – Rimateria: bocciati i due ordini del giorno per l’indizione del referendum Referendum possibile solo nell’autunno 2019

Ampia discussione questa mattina in consiglio comunale sui due ordini del
giorno presentati dalle forze politiche di opposizione (Rifondazione
comunista, Un’Altra Piombino, Ferrari sindaco Forza Italia, Movimento 5
stelle, Ascolta Piombino) per l’indizione di un referendum consultivo sulla
discarica di Rimateria. Ordini del giorno che non sono stati approvati. Sull’esito
della votazione ha pesato il voto contrario dei consiglieri del PD, mentre l’altro
partito di maggioranza presente in consiglio, “Sinistra per Piombino”
rappresentato da Marco Mosci, si è astenuto. I voti favorevoli di tutte le
opposizioni presenti non sono stati quindi sufficienti.
Due le questioni principali che le opposizioni vorrebbero proporre al
giudizio dei cittadini con il referendum: la realizzazione nell’area di
Ischia di Crociano di una discarica di accogliere 2 milioni e 500 mila metri
cubi di rifiuti speciali, come previsto dal nuovo progetto presentato da
Rimateria e dalla richiesta di Via presentato alla Regione Toscana; la
volontà di cessione, anche parziale, di quote di proprietà di Rimateria a
soggetti privati.
Il confronto di questa mattina in consiglio comunale è stato prevalentemente
di natura politica mentre altra cosa sarà la procedura tecnica di richiesta
del referendum, che si deve ancora attivare. L’iter formale, come ha
spiegato il sindaco Giuliani nel suo intervento, non è per niente semplice e
prevede alcuni passaggi preliminari che dovranno essere svolti da settembre
a novembre. Entro il 30 settembre il comitato promotore dovrà presentare
formale richiesta in Comune e da quel momento, fino alla fine di ottobre, la
commissione comunale, formata dal sindaco, segretario comunale e due
funzionari comunali competenti per materia, esprimerà il proprio giudizio.
Nel mese di novembre sarà nuovamente il consiglio comunale ad esprimersi.
Nel caso in cui la commissione decretasse la non ammissibilità del
referendum, il consiglio comunale potrebbe ribaltare questa decisione ma
solo con il voto favorevole della maggioranza qualificata del consiglio, e
cioè dei 2/3 dei consiglieri.
Un’altra questione è legata al periodi di svolgimento del referendum. Le
consultazioni referendarie, secondo il regolamento comunale del 1993, si
possono svolgere solo in due periodi dell’anno e cioè dal 1 maggio al 15
giugno e dal 1 ottobre al 15 novembre. Non ci sarebbe più tempo quindi per
il 2018 e si andrebbe direttamente al 2019. Considerando però che nella
prossima primavera ci saranno le elezioni amministrative, il referendum, se
venisse ammesso, potrebbe essere indetto solo per ottobre/novembre 2019 dal
momento che non è compatibile con le amministrative.
Al di là delle questioni tecniche, la discussione politica si è polarizzata
su due posizioni contrapposte, le stesse già emerse nei procedenti incontri
e consigli comunali sui rifiuti.
Il Pd, con il proprio capogruppo Rinaldo Barsotti, ha espresso l’idea che
sia necessaria un’assunzione di responsabilità, “Siamo in vista di uno
sbocco positivo per un futuro più certo che si fermerebbe nel caso di un
referendum – il tema è stato affrontato più volte in tante occasioni senza
nessuna preclusione di dialogo.”
Per il sindaco Giuliani l’ammissione del referendum potrebbe bloccare l’attivit
amministrativa da parte di Rimateria creando una sorta di “limbo” dell’attivit
aziendale e interrompendo i progetti in corso. In più ci potrebbe essere
anche il rischio di una richiesta di risarcimento di danno da parte dell’azienda
stessa, perché il progetto Rimateria è stato approvato dal consiglio
comunale. “Rimateria sta risanando un’area dove sono presenti quattro
discariche e il referendum fermerebbe il risanamento di un territorio – Ha
detto Giuliani .
Le opposizioni hanno invece presentato i documenti evidenziando la
preoccupazione che desta il progetto di ampliamento di Rimateria, in
relazione alla previsione di realizzazione di una nuova enorme discarica all’entrata
di Piombino, al tipo di rifiuti che vi verranno lavorati, alla provenienza
di questi prodotti conferiti da vari siti italiani e toscani.
“Laddove non si bonifica – ha detto Carla Bezzini – si crea un’immensa area
di discarica. Chiediamo pertanto che la cittadinanza si pronunci su questo
progetto di grande impatto sul territorio.”
A questo si unisce la questione della vendita di quote di proprietà di
Rimateria a soggetti privati.
“Rimateria in un anno è passata da un’esposizione debitoria di 21 milioni a
un debito di 9 milioni di euro, trovando le risorse per la messa a norma.
Con l’approvazione della quarta variante Rimateria ha a disposizione 400mila
metri cubi per far partire Rimateria e la bonifica della Li53 – ha affermato
Daniele Pasquinelli – riteniamo quindi importante che i cittadini possano
esprimersi su questo.”
Anche per le altre forse di opposizione, Ascolta Piombino, Rifondazione
comunista e Ferrari sindaco Forza Italia,k la situazione deriva da
responsabilità precedenti e non è giusto che a subire i danni debba essere
la cittadinanza. Si accetta un piano industriale altamente impattante per
riparare questi errori – hanno affermato i consiglieri di opposizione.

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