Piombino – Progetto Creo in Colmata: necessario un dibattito pubblico

Cosa è Apea, a cosa serve, quali sono le caratteristiche del progetto che Creo vorrebbe realizzare nell’area attrezzata. Di tutto questo si è discusso martedì 19 giugno nell’incontro pubblico tenuto dall’amministrazione comunale nella sala del quartiere al Multizonale in Colmata. Una sala gremita di cittadini, in massima parte residenti della zona, esponenti di un comitato che si è costituito recentemente e che non vede con favore la realizzazione di un impianto di trasformazione dei rifiuti organici in lignite biologica in quella zona.
Presenti all’incontro, moderato da Luca Aterini di Greenreport, il vicesindaco e assessore allo sviluppo economico Stefano Ferrini, Fausto Ferruzza presidente di Legambiente, Massimo Manobianco amministratore delegato di Creo srl.
Ferrini ha avviato la riunione illustrando le caratteristiche dell’area, nell’ambito produttivo di Colmata Gagno, Un’area già individuata per l’insediamento di piccole e medie imprese con il Piano Strutturale del 2007 e confermata nel Regolamento urbanistico approvato nel 2014 a seguito di un percorso partecipativo. L’area fu messa a bando nel 2013 per trovare un soggetto unico gestore, che attualmente è “La contadina Toscana” una cooperativa onlus. L’ambito produttivo di Colmata, insieme al Pip di Montegemoli, è quindi il nuovo comparto produttivo di Piombino, e dovrà avere determinate caratteristiche, in linea con quanto richiesto per questa tipologia di aree. Si caratterizza infatti per la gestione unitaria e consorziata dei servizi comuni dell’area, per l’ottimizzazione dell’utilizzo delle risorse e del suolo, della prevenzione e riduzione delle emissioni inquinanti, per la gestione efficace nella prevenzione dei rischi e delle emergenze. L’area sarà poi collegata con le nuove banchine del porto attraverso la realizzazione del sovrappasso ferroviario che si attaccherà alla nuova bretella dal Gagno. “Si tratta dell’unica area attualmente disponbile in tempi relativamente brevi per far insediare PMI proprio perchè è l’unica ad essere fuori dal Sin, senza quindi la necessità di fare bonifiche che inevitabilmente, anche prevedndo i tempi più brevi possibili, sono ovvimante molto più lunghi. Se togliessimo Colmata come previsione per PMI avremmo capacità per massimo 5 nuove imprese nel Pip di Montegemoli per i prossimi 10 anni, condannando Piombino a non poter avere questo importante settore per il suo sviluppo economico e sociale.” ha dichiarato il Vice Sindaco Ferrini.
Attualmente, Apea prevede la possibiltà di insediare attività artigianali e industriali, attività nel campo della Green Economy, attività di trasformazione agroalimentare, attività commerciali con esclusione della distribuzione alimentare ed attività nel campo della ricerca scientifica applicata. In questo ambito si inserisce la richiesta della società Creo srl, con un progetto che l’amministratore delegato Manobianco ha definito all’avanguardia dal punto di vista ambientale e produttivo. Si tratta infatti di un processo che fa capo alla società Ingelia Italia che progetta e realizza impianti innovativi, sostenibili per la trasformazione dei rifiuti organici, quelli derivanti dalla raccolta differenziata, in biocarbone. Un processo veloce, della durata di 8 ore, stagno perchè non ha punti di emissione, che avviene senza scarti di processo perchè prevede il recupero di tutti i componenti. Un processo che assorbe Co2 e non la emette, con un impianto chiuso che ha una caldaio a metano. Il prodotto è un carbone rinnovabile, utile per essere utilizzato come biostimolante in agricoltura per la fertilità dei terreni, e anche per altri usi industriali, oltre ad un ammendante sempre per usi agricoli di alta qualità.
“Non ci sono punti di emissione, tutti gli elementi vengono trasformati – ha assicurato più volte l’ing. Manobianco – non si generano cattivi odori perchè il processo è veloce, i camion chiusi superano due porte in entrata e due in uscita che si aprono e chiudono alternativamente senza consentire contatti con l’esterno e i rifiuti vengono trattati immediatamente. I problemi che accompagnano i processi di trattamento rifiuti derivano infatti dalla lunghezza dei processi e non è questo il caso. Otteniamo materie prime equivalenti e completamente rinnovabili.”
L’intervento di Fausto Ferruzza, presidente regionale di Legambiente, ha spostato l’attenzione però su alcune criticità esistenti: “ogni progetto per essere valido deve avere una sostenibilità economica, ambientale e sociale – ha detto Ferruzza – per questo è importante coinvolgere la popolazione sin da subito sulle scelte di governo del territorio perchè anche la localizzazione è importante.”
Molti gli interventi e le domande dei cittadini presenti. E’ emersa in primo luogo la necessità di conoscere meglio e di approfondire ulteriormente il progetto con incontri specifici ai quali siano chiamati a partecipare anche voci alternative rispetto a quelle presenti all’incontro. I dubbi derivano sostanzialmente dalla eventuale localizzazione dell’impianto perchè all’entrata della città, perchè troppo vicina alle abitazioni e poco compatibile con le attività turistiche e commerciali della zona.
Da parte dell’assessore Ferrini massima disponibilità a organizzare un percorso partecipativo con la cittadinanza preliminare a qualsiasi scelta sull’assegnazione dell’area e che consenta un approfondimento della materia, “senza pregiudizi e paraocchi in unsenso o nell’altro” come ha più volte precisato, mettendo intorno al tavolo esperti con posizioni diverse.

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