Piombino – I PROSSIMI DUE ANNI DECISIVI PER LA RIPARTENZA DELLO STABILIMENTO CON IL GRUPPO JINDAL

I giorni successivi alla firma dell’accordo che sancisce il passaggio dello stabilimento siderurgico di Piombino da Aferpi a Jindal, sia città prende atto che l’interlocutore appare sulla carta più affidabile di Rebrab. La prima mossa che poi era la più logica è stata annunciata come la ripartenza degli impianti che sono da questo punto di vista più semplici a rimettersi in moto e cioè i laminatoi. Si parla addirittura di settembre ed in questa fase rientreranno in fabbrica circa 450 lavoratori. Successivamente con i lavori di costruzione dei nuovi impianti vale a dire i due forni elettrici e lo smantellamento dei vecchi impianti non più utilizzabili entreranno via altri lavoratori. Il sindacato punta al rientro di tutto l’organico (circa 2mila persone) salvo quelli che avranno maturato la pensione. Ma nel frattempo occorre che gli ammortizzatori sociali tutelino il reddito di quelli che nel frattempo sono rimasti fuori. Queste importanti realizzazioni per circa 1 miliardo di euro occuperanno tra progetti ed esecuzione i prossimi due anni. E qui la prima preoccupazione del mondo sindacale perché c questo punto mancheranno ancora circa 400 lavoratori per arrivare alla cifra dei 2mila in organico a due anni fa. A questo punto cambia anche l’interlocutore in quanto certi interventi saranno richiesti al governo. In questo senso gli accordi ad oggi raggiunti parlano di 33 milioni di euro a carico dello stato e 60 da patte della regione toscana ovvero circa un decimo dei denari necessari a realizzare la ripartenza con nuovi impianti.

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