Lotta alla morosità e qualità sociale

A settembre recuperati dal Comune tre nuovi appartamenti occupati senza i requisiti
Dal 1 ottobre riaperte le domande per i contributi agli affitti e blocca sfratti

Interventi economici per le fasce più deboli e maggiori controlli sulle assegnazioni delle case Erp. L’assessorato alle politiche sociali del Comune di Piombino sta continuando, in collaborazione con l’Agenzia delle Entrate, Guardia di Finanza, Casalp e Polizia Municipale, il programma di controlli sulle assegnazioni delle case comunali per verificare l’esistenza o meno dei requisiti necessari all’occupazione.
Nei giorni scorsi, dal 20 al 27 settembre, sono stati recuperati altri tre appartamenti in via Sardegna, via Giannutri e via Grosseto, sempre per mancanza di requisiti da parte degli assegnatari; in tutto sono 17 gli alloggi che sono tornati nelle disponibilità dell’amministrazione comunale dall’inizio del programma avviato nel 2017.
Gli alloggi rientreranno nel circuito delle assegnazioni, nel momento in cui Casalp avrà fatto le manutenzioni di competenza e li dichiarerà nuovamente disponibili.
Attualmente sono in corso di elaborazione inoltre altri 60 accertamenti, avvii del procedimento, determine di decadenza e ordinanze di sgombero già notificate. Alcune di queste posizioni riguardano anche situazioni di morosità ma non solo, in quanto le motivazioni di decadenze sancite dalla Legge Regionale sono molte. C’è un lavoro avviato sugli elenchi di morosità, che ci vengono periodicamente inviati da Casalp e un lavoro che deve essere approfondito e sviluppato sui controlli capillari fatti dalla Polizia municipale e rispetto ai quali si procederà con ulteriori recuperi.
“Abbiamo potenziato il sistema di accertamento delle condizioni economiche e patrimoniali delle famiglie e questo ha portato a questi risultati importanti – afferma l’assessore alle politiche sociali Margherita Di Giorgi – un’azione fondamentale finalizzata alla salvaguardia del principio di legalità equità e giustizia nei confronti dei cittadini onesti. Continueremo quindi su questa strada perché alla base della convivenza civile c’è il rispetto delle regole e il rispetto dei principi fondamentali del vivere comune. L’emergenza abitativa è inoltre una delle nostre maggiori criticità.”

Su questo aspetto in particolare ci sono poi altre azioni messe in campo dall’amministrazione comunale. Intanto sono stati riaperti i termini, da 1 al 15 ottobre, per ottenere il sostegno al pagamento degli affitti per il 2018 attraverso il contributo regionale, già scaduti il 13 luglio scorso. Una recente sentenza della corte costituzionale ha dichiarato infatti incostituzionale uno dei requisiti minimi di accesso alle graduatorie e cioè l’obbligatorietà della residenza da almeno dieci anni nel territorio nazionale o da almeno cinque anni nella regione. Con la decadenza di questo obbligo, basterà pertanto essere residenti nel Comune al momento della domanda.
Per il contributo, per il quale la Regione ha assegnato un contributo di 50mila euro per il 2018, hanno presentato domanda fino al 13 luglio scorso 300 persone.
Sulla base del decreto Blocca Sfratti per morosità incolpevole, dal 1 ottobre e fino all’esaurimento delle risorse disponibili, sarà possibile presentare una richiesta di contributo per prevenire l’esecutività degli sfratti nei confronti di affittuari in temporanea difficoltà economica, determinata dalla perdita o dalla diminuzione di reddito.
In particolare, i nuclei familiari destinatari del contributo devono essere in possesso dei seguenti requisiti: un regolare contratto di locazione e della residenza nell’alloggio; perdita o diminuzione significativa di reddito per licenziamento, riduzione orario di lavoro, cassa integrazione ordinaria, straordinaria o in deroga; per mobilità, per mancato rinnovo di contratti a termine o di lavoro atipico, per cessazione di attività libero-professionali. Altri requisiti sono malattia grave, infortunio o decesso di un componente il nucleo familiare che abbia comportato riduzione del reddito, modifica del nucleo familiare con perdita di una fonte di reddito per separazione, detenzione e altro.

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