Follonica – GREY CAT – Il progetto artistico compie 38 anni

Assessora Barbara Catalani : GREY CAT – il progetto artistico compie 38 anni. Appuntamenti importanti nella città del golfo, e giovedì 2 agosto Grey Cat Street Club
“ Il Grey Cat compie 38 anni – dice l’assessora Barbara Catalani – ed è per la nostra città un vero privilegio poter presentare al pubblico questo progetto artistico che negli anni ha saputo cambiare, crescere, adattarsi ai tempi e alle modalità di una società sempre in movimento. Il nostro ringraziamento va al direttore artistico Stefano Cocco Cantini che ha dimostrato di saper cogliere questi cambiamenti e di riuscire a trasformarli, sempre in qualcosa di grande attrattività e qualità e quindi all’organizzatore Gianni Pini della Music Pool. Il Grey Cat è riuscito, negli anni a fare quello che su tanti altri progetti noi amministratori non siamo riusciti a fare: lavorare come territorio, esprimere, attraverso la musica jazz la bellezza e la creatività di una terra che si scopre nelle sue più significative location. Follonica in più ha sempre costituito di questa rete, l’elemento trainante, lo spirito guida cercando di non scadere mai ma alzando sempre il tiro verso l’innovazione e allo stesso tempo verso la valorizzazione della tradizione”.
Il programma di quest’anno riesce a esprimere alla perfezione questa singolarità perché se da una parte ospita la leggenda del Jazz, sassofonista di fama mondiale Benny Golson, (indimenticabile la sua comparsa come leitmotiv del film di Steven Spielberg The Terminal con Tom Hancks) dall’altra si spinge verso la più contemporanea musica improvvisata di Gavino Murgia, Mino Cinelu e Nguyen, in un intrigante gioco di accostamenti e contrasti, interazioni e contaminazioni. Ma all’interno dello stesso programma sarà possibile partecipare ad una masterclass dedicata all’improvvisazione avanzata, guidata da Stefano Cantini negli spazi del teatro Fonderia Leopolda e quindi accedere alla presentazione della nuova pubblicazione ispirata al lavoro teatrale e musicale “Io, John Coltrane” e quindi assistere al progetto di fotografia e musica dal vivo con Pino Ninfa Giovanni Falzone e Alessandro Rossi.
Sarà infine, possibile assaporare il nuovo progetto acustico di una grande esponente della musica italiana come Paolo Fresu accompagnato dalla consolidata esperienza dei Devil Quartet con un concerto di altissimo livello.
“ Insomma il Jazz e il GeryCat sono un grande villaggio globale – aggiunge l’assessora – dove non esistono barriere né selezioni etniche, dove finalmente esiste un solo grande linguaggio universale: la musica. Per comprendere ancora più a fondo questo spirito che anima la produzione jazz nel mondo e che ha da sempre fatto della contaminazione, della creatività , della capacità di essere singoli all’interno di un gruppo e quindi riuscire attraverso l’armonia dell’improvvisazione a creare qualcosa di grande, dobbiamo parlare dello Street Club”.
Progetto ideato dall’assessorato alla cultura del comune di Follonica in accordo con il direttore artistico Stefano Cocco Cantini e realizzato grazie al lavoro e alla creatività del Cantiere Cultura, lo Street Club si ripropone per la seconda edizione come un forte elemento di innovazione all’interno del festival.
“Volevamo portare il jazz nelle strade farlo assaporare alla gente – aggiunge Barbara Catalani – coinvolgere tutti in una festa, dimostrando a chi pensa che il jazz e questo festival sono ‘di nicchia’ che si stava sbagliando. Non c’è musica più universale del jazz che nasce per le strade e che si contamina con tutto ciò che incontra. Con questo spirito abbiamo invaso un quartiere popolare della nostra città lo abbiamo coinvolto direttamente in uno sforzo organizzativo e imprenditoriale mai provato prima e ne abbiamo ricavato una festa che ha conquistato il cuore della città e dei turisti ospiti. E’ un momento di grande condivisione dove tutti gli abitanti del quartiere, sapientemente orchestrati da Stefano Scalzi e da Salvatore Acquilino, si mettono in gioco per restituire la loro versione di comunità. Musica, danza, teatro, arti visive, mercato artigianale e cibo diventano un’unica orchestra di elementi che danno la sensazione che il Grey Cat è vivo, si rinnova e si reinventa continuamente”.

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