Elba – Elba Book, il secondo giorno

I diritti umani tra testi, immagini e musica d’autore.
Elba Book dimostra quanto i libri possano andare incontro ai lettori, possano farsi ascoltare. Il compito è di chi li scrive e li diffonde: credere nel ruolo della parola scritta fa sì che i testi riescano a resistere al corso del tempo e diventino un patrimonio condiviso, un terreno che si allarga grazie al confronto e a nuovi sguardi. Non a caso, il festival isolano dedicato all’editoria indipendente è cominciato ieri sui traghetti Moby e Toremar con reading e presentazioni fuori dal comune. Moby Book è un’idea scaturita da una sinergia tra due associazioni culturali e un’azienda, tra appassionati e professionisti: il legame tra la Città di Isaura. Associazione per la gioia della lettura, lo staff della manifestazione elbana e la compagnia marittima ha permesso di realizzare un’iniziativa unica nel suo genere.
«Quando si passa dalla terra ferma all’isola ascoltare racconti di mare e storie e leggende dell’Elba – motiva l’ideatore Luciano Minerva – predispone bene alla vacanza, a staccare la spina dal quotidiano e a mettersi in un altro ordine di pensieri. Entrare in contatto con il mare, da sempre fonte di racconti e di miti, permette non solo come lo sfondo dei selfie». Nel frattempo, le salite e le discese di Rio nell’Elba hanno accolto gli scatti di Francesco Pistilli, fotoreporter di fama internazionale, premiato al World Press Photo. L’esposizione en plein air, installata sui muri delle case e della chiesa del paese, si intitola “Lives in Limbo” e documenta il fenomeno migratorio lungo la rotta dei Balcani. «È la prima volta che dissemino le mie foto di queste dimensioni – commenta Pistilli – Collegandomi alla quarta edizione di Elba Book, ho cercato di narrare la capacità di rigenerare la propria vita durante e dopo una migrazione piena di ostacoli naturali o imposti dall’uomo. Il concetto di rigenerazione si affianca a quello di resilienza, la capacità di assorbire gli urti senza rompersi, mantenendo intatta la propria voglia di vivere alla ricerca di un cambiamento per ricostruirsi le prospettive in un’altra porzione di mondo».
Mercoledì 18, alle 18, il festival aprirà i battenti sulla Terrazza del Barcocaio con un reading teatrale a cura della Città di Isaura. Alle 18.30, il salotto buono ospiterà “La Galassia Nera”, una tavola rotonda incentrata sulle misure culturali per arginale il razzismo e le reazioni xenofobe, illustrando nello specifico la situazione della regione Toscana. Interverranno Takoua Ben Mohamed, illustratrice italo-tunisina, autrice di Sotto il velo, una striscia di fumetti in cui racconta della sua libera scelta di portare il velo in Italia; Monica Barni, Assessore regionale alla Cultura, in prima linea nell’attuazione delle politiche per la promozione dei diritti umani, Giovanni Baldini, redattore di Patria Indipendente, che ha condotto uno studio su neofascismo e web che ha restituito un’immagine di quella che è stata appunto definita “la galassia nera”. Modera l’incontro Francesco Toniarini Dorazi, giornalista di Leggere:tutti e agente letterario.
Seguirà, a partire dalle 21.30, una serata dedicata a Gianmaria Testa, cantautore fra i più apprezzati della scena italiana, prematuramente scomparso nel 2016 a soli 57anni. Il ricordo di Gianmaria Testa, inizialmente affidato alla moglie Paola Farinetti e al giornalista e scrittore Luciano Minerva, sarà quindi lasciato all’espressione della sua musica, eseguita per l’occasione, alle 22.15, dal gruppo austriaco Donauwellenreiter. Il concerto, a cura del festival di musica antica e contemporanea Intonazione, si ricollega al progetto Eremo di Santa Caterina, un percorso culturale lungo decenni, al quale i Donauwellenreiter hanno preso parte con un “Silenzio d’artista”.

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