Campiglia Marittima – IL TEATRO DELL’AGLIO NON E’ PIU’ “NUOVO”

L’associazione cambia nome e si prepara ad entrare nel Registro Nazionale del Terzo Settore.
Domenica 25 ottobre, la storica associazione piombinese Nuovo Teatro dell’Aglio, riunita in assemblea in videoconferenza, ha approvato le modifiche allo Statuto per l’adeguamento alle norme dettate dal Testo Unico del Terzo Settore. Dovendo modificare il nome per aggiungere la sigla APS (Associazioni di Promozione Sociale) per entrare nel Registro Unico Nazionale del Terzo Settore, i soci hanno deciso di tornare alla denominazione originaria togliendo l’aggettivo “nuovo”.
«Il Teatro dell’Aglio – spiega il Presidente, Maurizio Canovaro, – è nato nel 1979 su iniziativa dei partecipanti ad un seminario tenuto a Piombino dal Piccolo Teatro di Pontedera».
Quegli anni, sotto la guida di Mario Bernardini, furono all’insegna della sperimentazione, delle contaminazioni con gli interpreti più famosi del “terzo teatro”, della partecipazione al Festival di Santarcangelo e dei riferimenti a Grotowski e Eugenio Barba. Successivamente, il TdA si è trovato ad attraversare un momento di crisi: il gruppo si scioglie per qualche mese, ma nel 1988 i legami si rinsaldano e tre socie, Raffaella Biagioli, Donella Garfagnini e Marta Del Bono, decidono di ricostituire l’associazione, questa volta in modo formale, registrando lo statuto dal notaio: «Volendo evidenziare che si trattava di una “rifondazione” – spiega Canovaro – l’associazione prese il nome di Nuovo Teatro dell’Aglio. Eppure, in questi anni, per riferirsi al gruppo, tutti hanno sempre omesso per brevità il termine ‘nuovo’. In fondo, dopo trentadue anni, non siamo più tanto “nuovi”, piuttosto, si potrebbe dire che siamo un usato sicuro!».
Sono passati oltre 40 anni e “Teatro dell’Aglio APS” conta oggi oltre 50 soci, residenti per la maggior parte a Piombino. Ma molti sono anche i soci attivi che vivono in altri comuni: a Campiglia Marittima, a San Vincenzo, a Rosignano Marittimo e infine a Fauglia, dove l’Associazione ha gestito il Teatro Comunale per cinque anni, trovando nuova linfa.
Attualmente l’associazione gestisce i Teatri Comunali di Campiglia Marittima e di Cecina (quest’ultimo in ATI con la Nuova Giovanile coop sociale), organizza laboratori teatrali nelle scuole e per adulti, fornisce servizi tecnici per lo spettacolo, ma soprattutto realizza produzioni teatrali con lo stesso spirito e passione di sempre.
«Purtroppo, l’attuale emergenza sanitaria sta mettendo in crisi la nostra attività – continua Canovaro – ma ovviamente la preoccupazione più grande è per le persone che collaborano con noi e, in generale, per tutto il settore: operatori teatrali e tecnici, che in questo momento non lavorano e dunque non possono contare su una fonte di reddito. Ci auguriamo che questo momento così difficile passi presto, che si spalanchi di nuovo il sipario per ricominciare a sorridere, a gioire e ad applaudire dalle poltrone di un teatro».

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