Campiglia Marittima – “FIERA!” AL LICEO CON FRANCESCA MALERBA

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Incontro con la ricercatrice della Fondazione di Rita Levi Montalcini.
Al liceo Marconi di Piombino mattinata con la dottoressa Francesca Malerba, ricercatrice dell’Ebri, l’istituto fondato da Rita Levi Montalcini, e la sindaca Rossana Soffritti, per una lezione offerta dal comune di Campiglia Marittima nell’ambito del programma di iniziative legate a progetto Fiera! Donne che hanno cambiato il mondo. Nell’auditorium del liceo tre classi quarte con le loro docenti e la dirigente Gabriella Raimo hanno accolto con interesse la proposta del progetto Fiera! e hanno anche subito pensato a un viaggio a Roma. La dottoressa Malerba che ha lavorato a stretto contatto con Rita Levi Montalcini, ha raccontato come la professoressa decise di studiare medicina. Fu quando la sua governante, alla quale era molto legata, morì prematuramente per una malattia, la giovane Rita ne restò così colpita che volle intraprendere una strada per guarire le persone. Una volta laureata Rita decise che non sarebbe stata né madre né moglie, ma che si sarebbe dedicata allo studio e alla ricerca. Un incontro interattivo, quello con i liceali, per conoscere la vita e l’esperienza della scienziata premio nobel per la medicina, a cominciare dall’immedesimarsi con il suo approccio con la scienza, ma per dirla meglio con la vita che, nel 1938 la mise a dura prova a causa delle leggi razziali con l’espulsione dall’università, evento che la rese ancora più determinata nei suoi obiettivi e nel seguire i suoi sogni. La strada non fu semplice perché anche essere una donna non aiutò l’ingresso negli ambienti scientifici ma il suo “motto” “Entusiasmo e competenza” con cui si è sempre approcciata al lavoro le ha fatto superare le gli ostacoli al punto che spesso affermava: “Non temete i momenti difficili, è da lì che viene il meglio”.
L’incontro oltre a presentare agli studenti il lavoro dell’Ebri, European Brain Research Institute che ha sede a Roma, ha cercato di trasmettere loro fiducia nel futuro, scoprire cosa vorranno fare dopo il diploma e invitare a seguire con passione la loro strada. “ L’attività nelle scuole ho cominciato a intraprenderla qualche anno fa – ha detto la ricercatrice – Ogni volta è una sfida e una rivelazione. Io vado per insegnare ma in realtà voglio imparare io. Vorrei trasmettere ai ragazzi quello che lei (Rita Levi Montalcini ndr) ha trasmesso a me: la fiducia, la capacità di imparare dagli errori, di apprezzarli persino, il coraggio di perseverare, di seguire sogni e passioni. Lei ha fatto cose straordinarie e neanche se ne rendeva conto”. L’incontro quindi è stata un’esperienza di orientamento per i ragazzi, molti dei qual non hanno ancora scelto cosa fare da grandi, ed hanno potuto capire cosa fa un ricercatore. “Mi fa piacere anche divulgare la scienza, far capire cosa fa un ricercatore quotidianamente, quali problemi affronta, cosa è il rigore scientifico e il metodo scientifico. Cerco di fare lezioni partecipate perché voglio capire come la pensano i ragazzi e confrontarmi con loro – ha detto malerba che ha anche detto ai ragazzi: “La scoperta scientifica è un processo creativo in continua evoluzione, chi pensa che i ricercatori siano delle noiose persone con gli occhiali che trascorrono le giornate dietro al microscopio sbaglia”. E infatti ha anche ricordato che la professoressa aveva tanti hobby e interessi che le permettevano di recuperare energia e avere una vita piena oltre al pur importantissimo lavoro che ha svolto fino a quando ultracentenaria, si è spenta. E’ del 2001, quando aveva superato i 90 anni, che la professoressa propose di fondare l’istituto europeo di ricerca sul cervello che è oggi un’affermata realtà di ricerca.
Durante la sua breve ma intensa visita in Val di Cornia la dottoressa Malerba, ricordando la donazione fatta dal Comune di Campiglia in occasione delle festività natalizie, ha ringraziato dicendo: “La Fondazione è rimasta felicemente colpita dal gesto del Comune di Campiglia. Non è frequente che un Comune abbia quest’attenzione e sensibilità per la ricerca scientifica e che scelga di donare a un istituto di ricerca”. E poi sulla mostra dell’Accademia di Belle Arti: “La mostra Fiera! mi ha colpito per tanti motivi: innanzitutto perché la prima immagine che apre la mostra è quella della professoressa, che amo, perché l’incontro e la frequentazione con lei mi ha cambiato”. “Poi ho apprezzato molto la scelta di ‘donne guerriere’ poiché si potevano scegliere tante donne, ma qui sono state scelte quelle che si sono autodeterminate, indipendentemente da quale fosse o sia il loro campo, e la loro energia è stata interpretata artisticamente con dipinti meravigliosi”.

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