Asl Toscana Nord Ovest – Portoferraio, ecco come lavora l’ospedale: telemedicina in rete e nuovi utilizzi per la camera iperbarica

Portoferraio, 2 febbraio 2021. L’Azienda USL Toscana nord ovest interviene per chiarire alcuni degli aspetti affrontati da diversi articoli pubblicati sulla stampa locale nei giorni scorsi e relativi ai servizi offerti dall’ospedale di Portoferraio.

Ogni qual volta si prendano in considerazione i servizi dell’ospedale di Portoferraio – spiega la AUSL – occorre considerare che la struttura elbana non è un corpo estraneo al resto del sistema sanitario ma opera sempre in rete con questo, in modo da offrire ai cittadini elbani la migliore accessibilità e tempestività di cure possibile.

Per far fronte a richieste di specialità chirurgiche o mediche l’AUSL già prevede, in base alla tipologia di prestazione, che singoli professionisti siano inviati nella zona dell’Elba. Altrettanto dicasi per il teleconsulto, già in essere per numerose specialità, per le quali dall’Elba vengono inviate immagine diagnostiche con operatori sul posto e gestite in remoto da specialisti.

Esiste già, infatti, il sistema di teleconsulenza radiologica che connette tra di loro tutti e 12 i pronto soccorso aziendali, compreso quelle di Portoferraio, grazie al quale è possibile far lavorare a distanza più professionalità su un singolo caso senza necessariamente spostare il paziente, condividendo immagini radiologiche, esami a corredo e altra documentazione sanitaria. Della rete fa parte anche l’ospedale pediatrico Meyer di Firenze, in modo da valutare il quadro clinico dei piccoli pazienti, completare la diagnosi, stabilirne la gravità e valutare la necessità del trasporto al Meyer oppure se continuare i trattamenti nell’ospedale che ha chiesto la consulenza.

Per quanto riguarda la camera iperbarica, inaugurata nel giugno scorso grazie ad un investimento di 450mila euro, è attualmente utilizzata per diverse patologie ed ha già avuto modo di dimostrare la sua utilità non solo per far fronte ad eventuali incidenti subacquei, ma anche per altre casistiche, come ad esempio il salvataggio di un paziente intossicato da monossido di carbonio lo scorso dicembre. Per utilizzare al meglio questa risorsa tecnologica di ultima generazione, si sta predisponendo un progetto per l’utilizzo della camera iperbarica anche per altre patologie che hanno a che fare con problemi diabetici, oculistici, di circolazione ai vasi sanguigni delle gambe oppure ortopedici.

Infine, si sottolinea che il passaggio con il traghetto avviene in totale sicurezza e solo per i casi che non è possibile gestire sull’isola, per esempio la radioterapia, oppure nell’evenienza che il singolo cittadino decida di curarsi in zone differenti. (dp)

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